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Storia di Montalcino e dei suoi vini

La storia di Montalcino.

Come un’isola nel cuore della Toscana il colle di Montalcino offre a chi arriva salendo dalle valli che lo circondano il sapore di una conquista progressiva, dell’approdo felice.
Forse per la posizione geografica, lontano dalle affollate arterie di comunicazione o forse per la purezza dell’aria che pervade un panorama ancora intatto e selvaggio , davvero la visita a Montalcino può rivelarsi ricca di suggestioni coinvolgendoti in quel magico rapporto tra uomo e natura, che qui ha la rarità di essere assolutamente spontaneo. Da sempre dedita al lavoro del bosco e dei campi, la gente di questa città conobbe momenti di giustificata gloria durante la lotta per le libertà comunali nel XVI secolo, resistendo lungamente agli assedi francesi e spagnoli.
Ma certamente, l’immagine migliore, Montalcino, la rivela proprio grazie al dono più prezioso della sua terra, dura e generosa insieme: il vino. Già apprezzata nei secoli passati, la produzione enologica era anche qui rimasta fedele ai canoni ormai affermati nella tradizione toscana.
Fu solo verso la fine del secolo scorso che iniziarono i primi esperimenti tesi a valorizzare, esaltandole, le caratteristiche di una materia prima e di un ambiente senz’altro particolari.
Nacque così il Brunello ed ancora oggi nasce come frutto di tenace passione, con amore custodito durante gli anni di affinamento in cantina prima di presentarsi al mondo che ha imparato, a sua volta, ad amarlo, fine e principio di una leggenda che ogni bottiglia rinnova.

Storia di Montalcino e dei suoi vini

Il territorio di Montalcino:
clima, suolo e posizione dei vigneti

La zona di produzione coincide con il territorio comunale di Montalcino.
Distribuite su di esso secondo la migliore tradizione viticola dell’ambiente e mirabilmente inserite nella bellezza del paesaggio, le aziende di Montalcino offrono l’opportunità di piacevoli itinerari enoturistici. Passando per i borghi caratteristici e fitte macchie boschive si scopriranno i vigneti ben curati, le cantine perfettamente attrezzate ed ordinate: segreti, questi, ed orgoglio di ogni fattoria, dalla più piccola a quella più grande.
Il comune di Montalcino si trova a 40 Km in direzione sud da Siena. Il territorio delimitato dalle valli dell’Orcia, dell’Asso e dell’Ombrone assume una forma quasi circolare con un diametro di 16 Km e con una superficie di 24.000 ettari.
L’economia è prevalentemente agricola e, in quest’ambito, la vite occupa una piccola parte della superficie che è così suddivisa: per il 50% coperta da bosco e incolti; il 10% da oliveto, l’8% da vigneto di cui poco più della metà sono iscritti all’albo del vino Brunello di Montalcino, la rimanente parte a seminativo, pascoli ed altre colture.
La collina di Montalcino, essendosi formata in ere geologiche diverse, presenta caratteristiche del suolo estremamente mutevoli per costituzione e struttura, per cui è difficile fare generalizzazioni di una certa ampiezza. Le zone più basse sono costituite da terreni originatasi per trasporto di detriti con strato attivo profondo, del quaternario, abbastanza sciolti.
Salendo, il terreno si arricchisce di scheletro mentre lo strato attivo si riduce essendo suoli formatisi dalla decomposizione di rocce originarie, in particolare galestro ed alberese.
I terreni sono mediamente argillosi, ricchi di calcare, frammisti ad ampie zone tufacee, tendenzialmente magri.
Sono presenti, inoltre , terreni derivati da stratificazioni tipiche del senese destinati esclusivamente alla cerealicoltura. Il clima è tipicamente mediterraneo con precipitazioni concentrate nei mesi primaverili e tardo autunnali (media annuale 700 mm.).
In inverno, al di sopra dei 400 metri non sono rare le nevicate. La vicinanza del Monte Amiata (altezza m.1740) in zona sud-est, crea una protezione naturale contro il verificarsi di eventi di particolare intensità quali nubifragi o grandinate.
La fascia di media collina dove è concentrata la maggior parte delle aziende vitivinicole, non è interessata da nebbie , gelate o brinate tardive che si possono verificare nelle zone vallive, mentre la frequente presenza di vento garantisce le condizioni migliori per lo stato sanitario delle piante.
Il clima prevalentemente mite e con un elevato numero di giornate serene durante l’intera fase vegetativa, assicura una maturazione graduale e completa dei grappoli.
La presenza sul territorio di versanti con orientamenti diversi, la marcata modulazione delle colline e lo scarto altimetrico tra zone vallive e il territorio più alto (Poggio Civitella), determina dei microambienti climatici molto diversi tra di loro, malgrado, talvolta, l’estrema vicinanza delle zone.
La forma di allevamento più diffusa nella vigna di Montalcino è il cordone speronato, ottenuto mediante potatura corta (a 2 gemme) di un numero variabile di cornetti a ceppo.
L’altra forma in uso per il Brunello di Montalcino è quella dell’archetto (Guyot modificato) che affida ad un unico tralcio, potato con 6-10 gemme, la responsabilità della futura vegetazione.


Domande frequenti:

Qual’è la zona di produzione dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino e Moscadello di Montalcino?
Tutto il territorio comunale di Montalcino.

Qual’è la zona di produzione del vino Sant’Antimo?
Il territorio comunale di Montalcino esclusa una zona ad est della frazione di Torrenieri.

Quali sono le rese ad ha massime di uva per i vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino, Sant’Antimo?
Brunello di Montalcino 80 q.li/ha, Rosso di Montalcino 90 q.li/ha (se proviene dai vigneti Brunello di Montalcino la resa rimane comunque 80 q.li/ha)

Con quali uve sono prodotti i vini Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino?
E’ previsto l’uso di una sola varietà di uva: il Sangiovese (denominato a Montalcino, "Brunello").

Quando può essere immesso in commercio il vino Brunello di Montalcino?
A partire dal 1° gennaio del 6° anno dalla vendemmia; ad esempio l’annata 2000 potrà andare sul mercato dal 1° gennaio 2005 (che è il 6° anno considerando anche l’anno della vendemmia).

Quando può essere immesso in consumo il vino Rosso di Montalcino?
Dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia, ad esempio l’annata 2000 potrà andare sul mercato dal 1° settembre 2001.

Quanto è il periodo minimo di affinamento in legno del Brunello di Montalcino?
Due anni.

Quanto è il periodo minimo di affinamento in legno del Rosso di Montalcino?
Non è previsto un periodo minimo di affinamento in legno.

Quanto è il periodo minimo di affinamento in bottiglia per il Brunello di Montalcino?
4 mesi per il tipo annata e 6 mesi per il tipo riserva.

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