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Piante Aromatiche


PIANTE AROMATICHE

L’orto di mrtuscany è sempre pieno zeppo di erbe aromatiche, Rosmarino, Salvia e Timo fanno parte della cucina toscana immaginate il profumo della salvia nei fagioli all’uccelletto, l’aroma del rosmarino che si sente deciso nelle tagliatelle al sugo di coniglio, quel particolare sapore del Popolino (Timo) nel minestrone oppure come sarebbe possibile cucinare i funghi porcini senza la Nepitella.

Insomma le erbe aromatiche svolgono il loro ruolo importante in cucina, ma sono apprezzatissime anche come piante ornamentali in giardino e possono far bella mostra anche nel balcone, magari vicino alla cucina a portata di mano per preparare una veloce “pastasciuttina”.
Il nostro ambiente di riferimento è la “cucina” ma la corretta definizione è “Piante aromatiche ed officinali” infatti tutte le piante aromatiche, vantano proprietà terapeutiche e possono essere impiegate per preparati ad uso terapeutico. Ecco un elenco di alcun delle piante che conosco e che utilizzo in cucina con una breve descrizione e qualche fotografia che aiuterà a riconoscerle.

ROSMARINO - ROSMARINUS OFFICINALIS

In cucina.
la gastronomia tradizionale italiana fa spesso ricorso al rosmarino, non solo per profumare gli arrosti di carne e di pesce, ma anche per insaporire le minestre e le zuppe, le salse e i ragù, i legumi crudi e cotti , l’olio e l’aceto per condire le insalate, il pane e le focacce. Con alcuni alimenti il rosmarino "lega", oltre che per il sapore, per le proprietà di evitare che essi fermentino nell’intestino.
in ogni regione c’è un trucco per far spuntare il rosmarino dappertutto . Un rametto pestato nel mortaio con un pugno si sale grosso diventa il sale aromatico per insaporire l’insalata: un rametto in un barattolo di riso, prepara i chicchi al risotto. Un rametto appena colto gettato in padella con l’olio dà tono alle patate come al coniglio, ai fagioli come al pesce fritto.

In medicina.
le foglie essiccate e ridotte in polvere, danno un medicamento consigliato ai sofferenti di fegato (un cucchiaio di polvere prima dei pasti, ingerito con un po’ di liquido). L’infuso (3 cime di rametti freschi, o un piccolo pugno di foglie secche in un litro di acqua bollente; attendere 20 minuti prima di filtrare) un buon calmante del sistema nervoso, concilia il sonno delle persone insonni per stanchezza, calma gli spasmi le palpitazioni, i crampi , la tosse, il vomito. Bevuto prima dei pasti stimola l’appetito.
Con l’infuso si possono fare gargarismi per disinfettare la gola e sciacqui orali per curare le escoriazioni della mucosa della bocca e togliere l’infiammazione delle gengive . Per uso esterno, gli impacchi di infuso di rosmarino, giovano nei reumatismi articolari e nei dolori muscolari dopo intensi lavori fisici. Una manciata di foglie cotte nel vino, sgocciolate e chiuse in un panno leggero, applicato come cataplasma sulla nuca, è un rimedio al torcicollo. Il vino che avanza può essere riposto in bottigliette scure e usato per lavare piaghe e ulcere.

SALVIA – SALVIA OFFICINALIS

In cucina.
la salvia è tra le erbe aromatiche più comunemente usate, soprattutto col fegato, col vitello nei "saltimbocca" (fette sottili di vitello e prosciutto arrotolate con all’interno una foglia di salvia, cotte nel burro) e in molti altri piatti come gli spiedini misti di carne e salsicce. E’ usata spesso anche per avvolgere gli uccelletti, come per esempio tordi oppure infilzata negli spiedini d’agnello e a volte la si trova nelle insalate d’erbe.
la Salvia è una presenza costante nella gastronomia italiana, aromatizza i primi piatti, riso ravioli, pizzoccheri valtellinesi, la carne di vitello, i saltimbocca; sgrassa e profuma le carni di maiale, d’oca, avvolge con la pancetta le quaglie e i tordi. Dà sapore alle marinate, alla minestra ligure e ai fagioli toscanelli cotti.
la Salvia aromatizza minestre, sughi, carni, pesci, selvaggina, piatti con uova, oli, aceti aromatici, tè e infusi d’erbe. Come il rosmarino è amico dell’olio, così la Salvia è spesso in compagnia del burro, fritto o fuso.

In medicina.
l’infuso stimola le funzioni dell’intestino e della cistifellea ; sull’apparato respiratorio ha un effetto balsamico ed espettorante ed è benefica anche negli accessi di asma. Altre interessanti proprietà sono quelle di abbassare la glicemia, diminuire la sudorazione dovuta a stress ed agire favorevolmente sui disturbi ovarici. Per via esterna , le foglie fresche di salvia sfregate sui denti e sulle gengive fanno le veci del dentifricio. La polvere di foglie di salvia, strofinata sotto la pianta dei piedi, evita i sudori e i cattivi odori.

BASILICO - OCIMUM BASILICUM

in cucina
E’ una delle piante aromatiche più preziose in cucina, considerata insostituibile dai gourmet. Il gusto è dolce, fragrante e sembra ancora più forte quando, in estate, il sole ne aumenta l’intensità. Le foglie più profumate sono quelle che si raccolgono poco prima la fioritura, poiché contengono una maggiore quantità di sostanza oleosa che ne determina l’aroma; le foglie più vecchie tendono ad avere un sapore più piccante.
Del basilico si utilizzano solo le foglie: fresche o essiccate. Quelle fresche si usano intere o a pezzetti e grazie al loro fresco sapore sono adatte a piatti a base di uova, come frittate e uova strapazzate; sono eccellenti con il pesce, in particolare con triglie ed aragoste; con verdure mediterranee come melanzane, zucchini, peperoni e pomodori.Le foglie essiccate invece si possono usare per la preparazione di sughi, stufati, e minestre, hanno perso il, loro aroma caratteristico, predomina quello di menta e sono un po’ amarognole. E’ meglio aggiungere il basilico alle pietanze all’ultimo momento, prima di servirle poiché il basilico tende a perdere il suo prezioso sapore. E’ questo il motivo per cui non si dovrebbe mai tagliuzzare il basilico con il coltello…molto meglio sminuzzarlo con le dita.

In erboristeria

Contro la caduta dei capelli: in una tazza bollente mettere una manciata di foglie di basilico, lasciarlo macerare per circa 15 minuti, strizzare le foglie, toglierle e frizionare la cute con la soluzione. Bevanda energetica: Bollire dell’acqua, zuccherarla ed aggiungere alcune foglie di basilico. Alitosi: in mezzo litro di acqua bollente mettere in infusione: 30 gr di foglie essiccate di basilico, 30 gr di bacche di ginepro, 10 gr di foglie di rosa rossa. Quando il liquido è intiepidito, colarlo strizzando bene foglie e bacche ed utilizzarlo per fare degli sciacqui.

MAGGIORANA - ORIGANUM MAJORANA

Questa pianta, originaria del Medio Oriente, difficilmente si trova allo stato spontaneo e difficilmente si riproduce in condizioni ambientali diverse da quelle originarie.
Nota fin dall’antichità, fu subito considerata un simbolo di felicità. Ampiamente in uso ai tempi dei Romani. Le sue foglie, insieme a quelle del timo avrebbero impedito al latte di inacidire durante i temporali ed il suo profumo la introdusse fra gli aromi in cucina.
È un arbusto, perenne nei climi caldi, appartenente alla famiglia delle Labiate. Le radici sono raggruppate come in un fascio. Il fusto, alto 50 cm circa, è legnoso alla base, erbaceo alla sommità. I rami hanno foglie ovali e biancastre provviste di gambo, i fiori invece ne sono sprovvisti ed hanno colore bianco o rosato. I frutti sono costituiti da 4 capsule ovali e lisce, dapprima di colore giallo, poi bruno.

In cucina
Si usano le foglie e le estremità fiorite. Le foglie vengono essiccate disponendole in strati sottili mentre le sommità fiorite, raccolte all’inizio della fioritura cioè in Agosto, vengono riunite in piccoli mazzi che si appendono in luogo areato all’ombra. Le foglie vanno poi conservate in sacchetti di tela o carta, le infiorescenze in recipienti di vetro o porcellana.
È una delle erbe aromatiche più largamente utilizzate in Europa. L’aroma, più delicato dell’origano, diventa più intenso con l’essiccazione. È indicata in tutte quelle pietanze che richiedono un aroma deciso ma allo stesso tempo dolce. È il condimento ideale per pizze, insalate miste, salse crude, aceti e oli aromatici, minestre e contorni d’ogni tipo.

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